Proteine isolate della soia

Le proteine isolate della soia, in sigla SPI, Soy Protein Isolate, derivano dai semi di soia e sono utilizzate nell’industria alimentare come emulsionante, per incrementare il tenore proteico degli alimenti, per aumentarne la consistenza e per ritenere maggiormente i liquidi.

Vista l’alta percentuale proteica e l’ottimo profilo aminoacidico sono vendute anche come integratore alimentare.

Le proteine isolate della soia hanno un contenuto proteico superiore al 90%, mentre i grassi ed i carboidrati sono presenti in minima parte; non contengono inoltre lattosio e glutine. Sono quindi adatte a chi segue una dieta vegetariana o vegana, agli intolleranti al lattosio e ai celiaci.

Dal punto di vista qualitativo, le proteine isolate della soia vantano di un valore biologico pari a 75 su 100 e di un indice PDCAAS (indice di valutazione della qualità proteica che prende in esame la digeribilità ed il profilo aminoacidico delle proteine) pari a 1,0, che è il valore massimo raggiungibile.

Tra gli integratori proteici in polvere, le proteine isolate della soia rappresentano una fonte proteica completa alla pari delle proteine dell’albume e quelle del siero del latte, ma hanno un prezzo di mercato inferiore.

Perché le proteine isolate della soia hanno un PDCAAS pari a 1,0 e un valore biologico inferiore a 100? Il valore biologico delle proteine è assoluto quando vi è la presenza di tutti gli aminoacidi essenziali e la loro utilizzazione da parte dell’organismo è massima.

Le proteine isolate della soia sono carenti dell’aminoacido metionina, ma sono ricchissime di aminoacidi ramificati e di glutammina, importantissimi per la crescita muscolare.

Per far fronte alle carenze di aminoacidi è sufficiente abbinare le proteine della soia o di altri legumi con quelle dei cereali (per approfondimenti si rimanda all’articolo: “proteine vegetali e aminoacido limitante”).

Proteine isolate della soia: benefici e dosaggio

Le proteine isolate della soia hanno moltissimi pregi: sono ricche di aminoacidi essenziali, hanno un’alta digeribilità, producono poche scorie azotate, hanno un prezzo inferiore rispetto ad altri integratori proteici di qualità analoga (per esempio le proteine del siero del latte), sono molto solubili e contengono buone quantità di isoflavoni, dei fitoestrogeni dall’azione antiossidante, antitumorale, vasoprotettrice e ipocolesterolemizzante,  in particolare nei confronti del colesterolo LDL (colesterolo cattivo).

Le proteine isolate della soia sembrano aumentare la produzione dell’ormone tiroideo tiroxina (T4) che ha la caratteristica di aumentare il metabolismo, favorendo la riduzione del grasso corporeo; per questo motivo sono particolarmente indicate durante i periodi di definizione.

Per quanto riguarda il dosaggio di assunzione delle proteine isolate della soia, bisogna tenere presente il quantitativo totale di proteine apportate con la dieta e del proprio fabbisogno, che dipende molto dalle condizioni fisiche e dal tipo di attività svolta.

Per l’uso sportivo, in particolare per gli sport di potenza come il bodybuilding, le case produttrici di questi integratori consigliano un’assunzione media di 25 grammi al giorno suddivisa in due o quattro somministrazioni. Molto importante è non superare le dosi consigliate e di non utilizzarli per periodi prolungati senza prima sentire il parere del proprio medico. Le proteine isolate della soia vanno normalmente assunte diluite in acqua o in latte parzialmente scremato o magro. 

Proteine isolate della soia: controindicazioni ed effetti collaterali

Le proteine isolate della soia sono controindicate a chi soffre di problemi alla tiroide in quanto tendono ad alterare la produzione ormonale della ghiandola e per la possibile influenza sul metabolismo dello iodio. Questi integratori vanno evitati durante la gravidanza, l’allattamento e nei bambini, mentre è opportuno consultare il medico qualora non si goda di un perfetto stato di salute.