Ormoni Anabolizzanti Naturali

Cibo, allenamento e stimolazione ormonale per aumentare la massa muscolare: come indurre il nostro corpo ad aumentare la produzione dei preziosi ormoni anabolizzanti 

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Steroidi anabolizzanti, perché evitarli

 

ormoni anabolizzanti naturali, allenamento pesi, allenamento massaSappiamo che con l’età puberale, il corpo di un ragazzo subisce un notevole cambiamento grazie all' aumento della produzione del testosterone associato all’interazione con l’ormone della crescita (GH) e l’ormone della crescita insulino simile IGF-1; c’è innanzitutto la maturazione degli organi sessuali, un aumento della massa muscolare, un aumento della statura e la comparsa di caratteri sessuali secondari (cambiamento del tono di voce, comparsa della barba ecc.).
Soprattutto chi pratica la palestra o esercita sport di potenza e vuole aumentare in fretta la massa muscolare e migliorare le prestazioni, talvolta ricorre all’utilizzo degli ormoni anabolizzanti chimici.
Gli ormoni anabolizzanti chimici sono delle sostanza devastanti per l’organismo umano, danno sì velocemente i risultati sperati, ma allo stesso tempo portano con sè molti effetti collaterali.
Questi portano velocemente all’aumento di massa muscolare; un fisico costruito con queste sostanze solitamente è “grosso”, ma pecca in definizione; infatti, gli addominali, come peraltro gli altri muscoli, per un individuo che pratica il bodybuilding dovrebbero essere scolpiti, invece, per chi usa gli steroidi anabolizzanti, a causa della ritenzione idrica che provocano, si nota quasi la “pancetta” e una certa rotondità dei muscoli tipo omino della Michelin per capirci. Gli effetti collaterali gravi degli steroidi anabolizzanti sono: insufficienza renale che può portare perfino alla dialisi, aumento del rischio cardiovascolare a causa dell’innalzamento del colesterolo LDL e della pressione arteriosa, danni all’apparato sessuale con aumento della possibilità di comparsa di tumori maligni soprattutto alla prostata e ai testicoli, aumento dell’aggressività e sbalzi d’umore. Nelle donne gli effetti collaterali, oltre ai danni ai reni e all’apparato cardiocircolatorio, si manifestano attraverso l'abbassamento del tono di voce, la comparsa di peli superflui piuttosto robusti, lo scompenso o la sospensione del ciclo mestruale e l'atrofia del seno.
Il nostro corpo produce da sé gli ormoni anabolizzanti; questo processo può essere potenziato sia con l’alimentazione, sia con l’allenamento. Assumendo chimicamente queste sostanze, oltre ad andare incontro ai problemi sopra citati, il nostro corpo è indotto a produrne meno anche dopo la loro sospensione.

Cibo, allenamento e stimolazione degli ormoni anabolizzanti

 

Mediante un’alimentazione e un allenamento mirati abbiamo la possibilità di stimolare il nostro organismo a massimizzare la produzione degli ormoni anabolizzanti quali: testosterone, ormone della crescita e ormone IGF-1, nonché minimizzare la secrezione dell’ormone catabolico cortisolo, chiamato anche ormone dello stress, responsabile del catabolismo proteico. Oltre a questi appena citati, un altro importante ormone che entra in gioco con l’alimentazione è l’insulina.
L’insulina è un ormone da tenere sotto controllo per il fatto che la sua funzione anabolica interessa maggiormente il tessuto adiposo e la sua produzione è stimolata dall’assunzione di carboidrati. Essa ha il compito di trasportare il glucosio alle cellule muscolari, al tessuto adiposo ed al fegato; ad un aumento dell’insulina segue una diminuzione del testosterone.


Il testosterone è un ormone dalla funzione anabolica generale soprattutto dei muscoli e delle ossa, ma anche del fegato, della milza e dei reni. La sua produzione è stimolata da un allenamento intenso più che duraturo; un allenamento troppo lungo e stressante provocherebbe l’innalzamento del cortisolo, l’ormone antagonista del testosterone, che lo andrebbe ad inibire. Fondamentale per mantenere alto il livello di questo ormone è dormire a sufficienza e la sua secrezione può essere stimolata anche attraverso l'alimentazione.
Una piccola quantità di testosterone viene convertito in estrogeni, gli ormoni femminili per eccellenza. Per impedire ciò nella dieta di uno sportivo, in particolare di un bodybuilder, non deve mancare lo zinco; questo minerale serve per bloccare tale trasformazione. Lo zinco è presente nella carne bovina, suina, ovina, nel tuorlo, nel formaggio (soprattutto il grana), nei funghi, nello yogurt e nelle arachidi.
La carne gioca un ruolo fondamentale per la produzione di testosterone così come le proteine del siero del latte che, prese prima dell’allenamento, hanno la funzione di mantenere alto il livello di questo ormone;
dopo l’allenamento si consiglia di mangiare frutta ricca di vitamina C (arancia, kiwi, succo di limone ecc.), al fine di fornire all’organismo zuccheri semplici che, grazie all’insulina, verranno trasportati alle cellule muscolari portandole da uno stato di stress ad un immediato stato di benessere limitando la produzione del cortisolo e quindi mantenendo alto il livello di testosterone. La vitamina C è un’inibitrice dell’ormone catabolico;
contribuiscono alla regolazione ed all’aumento del testosterone anche i cibi ricchi di vitamina B3 o Niacina, essa si trova nel maiale, manzo, vitello, pollo, tacchino, fegato, pesce, arachidi, datteri e nel lievito di birra.


Il GH o ormone della crescita è anch’esso un ormone anabolico, la sua funzione è quella di stimolare la sintesi proteica e di trasportare le proteine nei tessuti, inoltre favorisce la lipolisi e quindi l’utilizzo dei grassi per la produzione di energia, risparmiando  le preziose proteine. Di conseguenza si ha un aumento della massa magra a scapito di quella grassa.
Il GH è prodotto dall’ipofisi e la massima concentrazione si ha soprattutto durante le prime ore del sonno;
nell’alimentazione cibi ricchi di proteine e poveri di carboidrati stimolano la secrezione del GH;
anche le condizioni di stress fisico ed emozionale influiscono positivamente nella produzione dell’ormone, in particolar modo se il nostro corpo è sottoposto a temperature piuttosto elevate;
allenamenti di intensità medio-alta con pause brevi tra le serie (nel caso di sollevamento pesi) fanno aumentare ai livelli massimi la produzione dell’ormone della crescita. Nel caso del bodybuilding si consiglia di preferire esercizi con i pesi liberi piuttosto che con le macchine isotoniche per il fatto che, per esempio con le distensioni su panca, vanno ad essere interessati più gruppi muscolari, così come nel caso dello squat. Iniziando ad allenare i gruppi muscolari più grandi: quadricipiti, pettorali e dorsali si ha una maggior produzione di GH che raggiungerà il picco massimo dopo 25 minuti dall’inizio dell’allenamento, questo permetterà di tenere alto il livello dell’ormone anche durante gli esercizi interessanti i muscoli minori: per esempio i bicipiti e i tricipiti. Si consiglia di non superare i 75 minuti di allenamento per non far salire i livelli degli ormoni catabolici (cortisolo in primis), che andrebbero a danneggiare lo sviluppo muscolare. Il riposo tra un allenamento e l’altro di ogni gruppo muscolare dev’essere di almeno 5 giorni per far sì che si completi la ricostruzione del muscolo che, poco alla volta, diventerà più grosso e resistente.


L’ IGF-1 è un ormone prodotto dal fegato in presenza del GH; esso è famoso nel mondo del bodybuilding per le sue capacità anabolizzanti e per gli effetti sullo sviluppo muscolare.
In realtà l’IGF-1 è il mediatore degli effetti anabolici del GH, infatti è grazie alla produzione dell’IGF-1 che il GH permette un maggior assorbimento degli amminoacidi da parte del tessuto muscolare favorendone la crescita.
Lo stretching, eseguito soprattutto durante l’allenamento con i pesi tra una serie e l’altra, favorisce il rilascio a livello locale dell’ormone IGF-1, facilitando quindi l’aumento muscolare.

 

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