Iodio e sale iodato

Lo iodio è un elemento presente nell’organismo in piccole quantità, circa 10-20 mg, ed è concentrato soprattutto nella tiroide, un ghiandola localizzata alla base del collo. La tiroide produce due ormoni: la tiroxina e la triiodotiromina, rispettivamente denominate anche con la sigla T3 eT4, fondamentali per la regolazione del metabolismo e per la crescita e lo sviluppo di molti organi, tra i quali il cervello.

Fabbisogno e carenza di iodio

La dose giornaliera raccomandata di iodio è di 150 mcg per un adulto, mentre per la donna in gravidanza aumenta di 25 mcg e durante l’allattamento di 50 mcg.

La carenza di iodio diminuisce la funzionalità della tiroide (ipotiroidismo). Il sintomo più comune è la manifestazione del gozzo ipotiroideo dovuto all’ingrossamento della ghiandola stessa, ma possono insorgere anche stanchezza cronica e perdita di capelli.

Lo iodio è importantissimo in gravidanza, durante l’allattamento e per i bambini fino a 3 anni, in quanto la carenza di questo elemento può causare danni irreversibili al cervello e al sistema nervoso centrale, di conseguenza un ritardo mentale permanente.

Eccesso di iodio

L’eccesso di iodio conseguente all’alimentazione o all’utilizzo di sale iodato è piuttosto improbabile e comunque ben tollerato. Tale condizione può invece verificarsi in caso di assunzione di integratori di iodio. L’eccesso di iodio può portare all’ipertiroidismo e cioè all’eccessiva produzione di ormoni tiroidei e si manifesta con una sintomatologia piuttosto varia caratterizzata principalmente da perdita di peso, affaticamento, indebolimento, iperattività e stati depressivi.

Alimenti ricchi di iodio e sale iodato

Le migliori fonti naturali di iodio sono i molluschi, i crostacei ed il pesce di mare, che ne contengono circa 75 mcg ogni 100 grammi. Seguono il latte e derivati (formaggi, yogurt, ecc.) con 15-30 mcg ogni 100 grammi, poi le uova, i cereali, la carne ed il pesce di fiume o di lago, la frutta e la verdura.

La quantità di iodio presente nei vegetali dipende dalla ricchezza di iodio presente nei terreni su cui vengono coltivati.

Tra le spezie con il più alto contenuto di iodio c’è il cloruro di sodio, o sale da cucina. Il sale iodato è da preferire al sale comune perché contiene circa 30 mcg di iodio in più ogni grammo.

Va comunque sottolineato di utilizzare sempre poco sale in cucina, poiché un elevata concentrazione di sodio a livello ematico causa rigidità dei vasi sanguigni e di conseguenza l’aumento della pressione arteriosa, tra le cause principali di malattie cardiovascolari.  

In genere chi segue una dieta varia ed equilibrata raggiunge facilmente il fabbisogno di iodio, anche perché le riserve di questo prezioso elemento, contenute nella tiroide, perdurano per diversi giorni. Tuttavia, in casi particolari, per le donne in gravidanza o durante il periodo di allattamento, potrebbe rendersi necessaria l’assunzione di integratori di iodio, ovviamente dopo aver consultato il proprio medico.