Perdere peso:

l'importanza di mantenere una buona forma fisica

Mantenere il proprio peso forma non è solo un fattore estetico, ma si contribuisce soprattutto a mantenere sano il nostro organismo. Molte patologie infatti sono legate alla cattiva alimentazione ed al problema del sovrappeso (si aumenta la possibilità di incombere a malattie al sistema cardiocircolatorio, diabete, tumori ed altri problemi fisici come il mal di schiena).

Bisogna dire che ci sono troppe leggende legate alla perdita di peso: schemi alimentari, restrizioni alimentari e pillole “miracolose?; l’unico sistema sicuro ed efficace per ottenere i risultati sperati consiste nel mangiare un po’ di tutto senza esagerare (evitando cibi ricchi di grassi e carboidrati) e fare dell’attività fisica anche moderata, ma costante. L’unico accorgimento è di non introdurre più calorie di quelle che riusciamo a bruciare durante la giornata, bensì, in una dieta ipocalorica, di rimanere nell’ordine delle 500 calorie sotto il proprio fabbisogno.

L’attività fisica consigliata per perdere peso è quella aerobica (ciclismo, corsa, nuoto, tennis e tutti gli altri sport a sforzo prolungato per minimo 30 minuti al giorno ed almeno 3 volte in settimana), dove vengono maggiormente coinvolti i muscoli a fibre rosse, a contrazione lenta e con maggior resistenza allo sforzo prolungato, che come energia usano per i primi 15 minuti la riserva di zuccheri del nostro organismo e successivamente il tessuto adiposo. 

L’errore più grande che spesso si commette volendo perdere peso in breve tempo è quello di ridurre drasticamente il consumo di cibo. Bisogna tener conto che il nostro organismo da quando è nato l’uomo non si è evoluto più di tanto; infatti 200.000 anni fa quando l’Homo Sapiens andava a caccia e catturava un grosso animale, non aveva possibilità di conservarlo per qualche giorno, quindi si abbuffava, poi magari per diversi giorni non cacciava nulla, quindi mangiava quel poco che trovava. Come reagiva il corpo a questo continuo cambio di alimentazione? Esattamente come si comporta al giorno d’oggi; nei periodi di “vacche grasse? immagazzinava il cibo sotto forma di grasso come fonte di energia e nei periodi di “vacche magre? si guardava bene a risparmiare il più possibile andando a “smontare? i muscoli per trarre energia dalle proteine (catabolismo proteico), poi solo in un secondo momento andrà a consumare le riserve di grasso.

Cosa mangiare e cosa evitare:

Da evitare sicuramente tutti i cibi con alto contenuto di grassi quali: latte intero, formaggi, burro, panna, dolci, carni rosse grasse, salsicce ecc; sono da evitare inoltre tutti i cibi fritti, alimenti contenenti grassi vegetali idrogenati (la maggior parte delle margarine, dolci industriali, patatine confezionate ecc... l’importante è leggere l’etichetta); ridurre inoltre il consumo di pasta, riso e pane.

I cibi permessi sono: il latte parzialmente scremato o meglio se scremato, lo yogurt magro, la ricotta, la carne di pollo e tacchino (senza la pelle), il vitello e la carne di manzo magra (eliminando il grasso visibile), il pesce, tutte le verdure ed i legumi così come la frutta, importanti per l’apporto di fibre. Le fibre sono importanti non solo per migliorare l’attività intestinale, ma riducono anche l’assorbimento dei grassi e degli zuccheri.